Negli ultimi anni il rischio cyber è cresciuto in modo costante, coinvolgendo non solo grandi gruppi e multinazionali, ma anche PMI, studi professionali, enti e organizzazioni di ogni dimensione.
Posta elettronica, gestionali, cloud, backup, dispositivi mobili, fornitori IT, piattaforme digitali e strumenti di Intelligenza Artificiale sono ormai parte della normale operatività aziendale.
Proprio per questo, un attacco informatico oggi non rappresenta soltanto un problema tecnico ma può diventare un problema di continuità operativa, reputazione, responsabilità verso clienti e fornitori, gestione dei dati personali e conformità al GDPR.
Come riportato da Federprivacy, il 2025 ha segnato un ulteriore aggravamento della minaccia cyber globale ed evidenzia un quadro particolarmente significativo:
- quasi 21 miliardi di dollari di perdite economiche legate ai crimini informatici negli Stati Uniti;
- oltre 1 milione di segnalazioni ricevute;
- incremento di circa il 26% rispetto all’anno precedente;
- oltre 7.100 attacchi ransomware rivendicati pubblicamente a livello globale;
- crescita del ransomware pari al 51% rispetto all’anno precedente;
- oltre 22.000 segnalazioni collegate a truffe che utilizzano strumenti di Intelligenza Artificiale;
- quasi 900 milioni di dollari di perdite causate da frodi legate all’IA.
Come proteggersi?
Cybersecurity e GDPR non sono due mondi separati.
Ogni volta che un’organizzazione tratta dati personali, il GDPR richiede l’adozione di misure tecniche e organizzative adeguate al rischio.
Questo significa che l’azienda deve essere in grado di proteggere i dati da:
- accessi non autorizzati;
- perdita o distruzione accidentale;
- diffusione indebita;
- alterazione dei dati;
- indisponibilità dei sistemi;
- violazioni causate da fornitori o strumenti digitali non correttamente gestiti.
Non basta avere informative, nomine e documenti aggiornati se poi le misure di sicurezza non sono coerenti con i rischi reali dell’organizzazione.
Il rischio non dipende solo dalla dimensione dell’azienda, ma dal modo in cui i dati e gli strumenti digitali vengono gestiti.
L’azienda deve sapere:
- quali dati tratta;
- dove sono conservati;
- chi vi accede;
- con quali strumenti vengono gestiti;
- quali fornitori sono coinvolti;
- quali rischi sono stati valutati;
- cosa fare in caso di violazione.
Il Registro dei Trattamenti, l’analisi dei rischi, le nomine dei responsabili esterni, le procedure data breach e la formazione del personale diventano strumenti concreti di protezione aziendale; non semplici adempimenti formali.
In caso di violazione dei dati personali (Data Breach) il tempo è un fattore decisivo.
Il GDPR prevede obblighi precisi in materia di data breach, inclusa la possibile notifica all’Autorità Garante entro 72 ore, quando ne ricorrono i presupposti.
Per questo è importante avere già definito tutta la procedura perchè gestire un data breach senza una procedura chiara significa aumentare il rischio di errori, ritardi e responsabilità.
Molti incidenti informatici non nascono da attacchi particolarmente complessi, ma da comportamenti quotidiani sottovalutati: una password debole, un allegato aperto con leggerezza,un link cliccato senza verifica, un pagamento eseguito per una richiesta urgente senza verificare, ecc.
Per questo la formazione del personale è una misura di sicurezza a tutti gli effetti.
Un collaboratore formato è spesso la prima barriera contro phishing, frodi e violazioni dei dati.
Il nostro obiettivo è aiutare le aziende a trasformare la privacy da semplice obbligo documentale a strumento concreto di organizzazione, protezione e continuità aziendale.